sabato 27 dicembre 2014

IL TUO REGALO PER IL 2015

Stiamo arrivando alla fine dell’anno e prima di chiudere definitivamente il 2014 ti invito a dedicare un po’ di tempo, seduto comodamente davanti al luccichio dell’albero di Natale, o nel luogo dove ti senti più a tuo agio, dove puoi restare con i tuoi pensieri senza essere disturbato, magari bevendo  tranquillamente una tisana e ascoltando la tua musica preferita.

In questo spazio solo tuo, inizia a scorrere velocemente l’anno appena trascorso come fosse un film. Pensa agli avvenimenti positivi accaduti a gennaio, febbraio, marzo… poi soffermati anche su quelle sensazioni, emozioni, avvenimenti che in qualche modo possono aver segnato negativamente alcune tue giornate. Guarda solo il film, senza giudizio, come se ciò che stai proiettando sullo schermo della tua mente sia il film di un Te più giovane che sta vivendo quello che è accaduto in questo 2014.

Quando il film arriva ad oggi e ti vedi esattamente dove sei, chiediti quali di questi avvenimenti hanno segnato  positivamente la tua vita, ti hanno permesso di migliorarti, ti hanno regalato maggior autostima e fiducia in te stesso, e ti hanno fatto stare bene. Scrivi una o più parole che rappresentino sia l’avvenimento, sia l’emozione positiva provata; se preferisci puoi utilizzare dei disegni o dei simboli.

Dopo fai la stessa cosa con ciò che ritieni ti stia appesantendo. Quei sensi di colpa per qualcosa che hai fatto o non fatto, quella paura che ti ha bloccato, quell’esperienza che hai vissuto e che ancora ti fa soffrire, quello stato d’animo che vorresti evitare di provare ancora.

Come sai il coaching si focalizza maggiormente sugli aspetti positivi rispetto a quelli negativi pertanto, quello che ti chiedo, è di dedicare poco tempo  a ciò che di negativo è successo e molto di più a cercare tutte quelle cose belle che ti sono accadute, le emozioni positive provate e che vorresti facessero parte costantemente della tua vita.

L’obiettivo qui è estrarre il bello:  tutto ciò che di positivo è successo e che, come spesso accade,facciamo scivolare nella nostra vita senza celebrare, senza prestare la giusta attenzione e senza  gratificarci per il risultato ottenuto.

Dopo che avrai scritto su un foglio tutti i tuoi successi di questo 2014 e soprattutto dopo che avrai indicato la sensazione di gioia, soddisfazione, sicurezza, fiducia in te stesso che hai provato, piega il foglio e ponilo dentro una piccola scatola di cartone, meglio una di gioielleria, chiudila con cura con un bel fiocco e
posizionala in un luogo dove puoi vederla quotidianamente. Questo sarà un modo per ricordarti ogni giorno che TU PUOI! Quella piccola scatola contiene un grande tesoro! Nei momenti di difficoltà, quando dubiti di te, quando credi di non riuscire a farcela, potrai attingere alle informazione che avrai scritto per ricordarti che le tue paure nascono da un dialogo interno non utile, ciò che leggerai è la tua realtà, ciò che sei riuscito a portare a termine.


Ti regalerà molta energia e quella spinta per portare avanti i tuoi sogni.

E con il foglio che riporta ciò che ti sta ancora appesantendo cosa facciamo?

Lo puoi impacchettare in uno scatolone, chiuderlo con abbondante nastro adesivo e archiviarlo in soffitta.
Meglio sarebbe se potessi eliminarlo direttamente! So che per tutti non è cosi semplice. Lo step di archiviare è utile per permetterti di staccarti emotivamente da quei ricordi, sapendo che alla prima occasione potrai fare una bella pulizia ed eliminare il tutto.

Ciò che conta è il regalo che impacchetterai per te, quello che solo guardandolo ti farà sorridere e ti riempirà il cuore, perché sai che contiene la tua capacità di superare le difficoltà, gli ostacoli e vincere le sfide.

E allora cosa aspetti? Prepara subito il tuo pacchetto! Il 2014 ti ha lasciato dei doni preziosissimi da custodire!


Renata

sabato 29 novembre 2014

IL VALORE DELL'AMICIZIA

Immagina per un momento di non aver nessun problema, di avere tanti soldi, un lavoro appagante, una casa meravigliosa, tutti i bene materiali che desideri ma di non aver nessuno accanto con cui condividere le esperienze della tua vita, con cui ridere e scherzare, con cui trascorrere le tue giornate.

Sicuramente tutto quello che “possiedi” perderebbe di valore. Si, sarebbe importante, ma…

Le relazioni con gli altri sono fondamentali per ognuno di noi. In mancanza di contatti umani anche noi diventeremo “nessuno”.

In questo post voglio condividere un po’ dell’emozione e della gratitudine che sto provando in questi giorni e lanciarti uno spunto riflessione.

In questo ultimo periodo sento che sto sperimentando in modo molto forte il valore dell’Amicizia.

Il proverbio “Chi trova un amico, trova un tesoro” contiene in sé una delle più grandi verità.
L’Amicizia, quella con la A maiuscola è un dono preziosissimo! Da coltivare e proteggere.

Esattamente così: da coltivare e da proteggere! Perché “gli amici ci sono sempre nel momento del bisogno” è un detto tanto vero quanto poco scontato.
Affinché ciò accada è necessario che l’amicizia venga “annaffiata e curata”. Non serve aver piantato un semino sperando che la pioggia faccia poi tutto il resto.
Amore, attenzione e presenza sono fondamentali.

In questo periodo sono orgogliosa di avere un giardino stupendo pieno di fiori splendidi pronti a donarmi il loro profumo e a colorare il mio mondo. E per questo mi sento molto fortunata!
Quanto spesso invece capita di parlare con persone che, invece, riportano solo le loro invidie o il sentirsi in competizione con quelli che, loro stessi, definiscono amici.

Uno dei fondamenti dell’amicizia è il supporto reciproco basato sulla lealtà non sulla competizione, sulla condivisione non sull’invidia.
Se ci si pone in uno stato di apprendimento, da ogni nostro amico possiamo cogliere gli aspetti migliori e migliorare noi stessi. Quello che invidiamo dell’altro è qualcosa che non apprezziamo di noi e questo può essere preso come uno spunto di crescita.

Con quanti amici ti senti libero di condividere sia le gioie che i dolori?

Ci sono persone che fanno una distinzione: con alcune non si “vanterebbero” mai delle proprie conquiste, ad altre non racconterebbero mai i propri “fallimenti”. Questo mi fa molto riflettere e mi chiedo: questa è amicizia?

Per me l’amico è quella persona che accetta i miei pregi e i miei difetti, è quella persona con la quale posso essere cristallina e trasparente, che tifa per me e mi sfida a tirar fuori tutte le mie risorse quando sono in difficoltà, è quella persona che, qualsiasi cosa io racconti non mi giudica ma cerca di capirmi.

L’amicizia è supporto reciproco.

Fermiamoci un attimo a riflettere sul passaggio che trasforma un “conoscente” in un “Amico”.
Sicuramente il fatto di stare bene insieme, di ridere, scherzare e condividere passioni e hobby. Ma quello che lega veramente due persone è il sostegno vicendevole che una dona all’altra.
Quando sei presente nel momento del bisogno, si crea quel legame indissolubile che permette la crescita e il consolidamento dell’Amicizia.
Spesso si sente dire che i veri amici si contano sulle dita di una mano… certo ci sono amicizie più profonde e altre meno…. ma perché limitare tutto l’affetto che si può donare e ricevere?
Sicuramente alcune amicizie saranno più strette, tanto da considerare la persona come un fratello o una sorella e queste sono sicuramente le persone a cui ci si affida quando la vita pone delle difficoltà più grandi, dei dispiaceri che condivisi con i tuoi “familiari” rendono il tutto più superabile e sono le stesse che  ti supportato e sopportato nelle più grandi conquiste e nei successi e trionfi!

Con questo post volevo solo farti riflettere, senza presunzione, su quante volte abbiamo detto “Grazie per esserci stato nel momento del bisogno”, “Grazie perché esisti!”, “Grazie perché sei mio amico”, “Grazie perché mi sostieni e mi incoraggi”  e quante, invece, abbiamo dato per scontato che l’altra persona lo sapesse senza bisogno di dirglielo.
Io mi rendo conto di non farlo ancora abbastanza e voglio migliorare.
Ho sperimentato cosa vuol dire essere dall’altra parte: ricevere i grazie è una sensazione bellissima!
A volta basta  una sola parola per dare un valore aggiunto a qualcosa di così prezioso.
GRAZIE!


Renata

giovedì 30 ottobre 2014

COME AFFRONTI CIO' CHE ACCADE?

Siamo sempre più sommersi da cose da fare e da eventi che rubano il nostro tempo. A volte ci infastidiamo o diventiamo nervosi perché disguidi o ostacoli ci bloccano in quello che è il nostro percorso verso un obiettivo o semplicemente lo scorrere tranquillo delle nostre giornate.

Siamo sempre stati abituati a vedere gli ostacoli come qualcosa di negativo, come un macigno che ci cade addosso, come qualcosa di difficile da risolvere.

E se iniziassimo a cambiare prospettiva?

In questi giorni mi è tornato sotto mano un foglio che mi ero stampata molto tempo fa e che conservavo nel mio quaderno delle frasi utili.

Dopo averlo letto e riletto ho deciso che anch’io voglio vivere il più possibile con questa filosofia.

Ti riporto qui il testo di questo antichissimo racconto cinese taoista che narra di un contadino che viveva in un povero villaggio di campagna.

Egli era considerato molto ricco perché possedeva un cavallo per arare la terra e per trasportare oggetti.

Un giorno il cavallo scappò, e tutti i vicini esclamarono: "Che disgrazia!", ma il contadino disse semplicemente

" Vedremo ".

Alcuni giorni dopo il cavallo ritornò, portandosene dietro altri due, e tutti i vicini si rallegrarono della buona fortuna del contadino, ma egli disse semplicemente....

" Vedremo ".

Il giorno seguente, il figlio del contadino cercò di salire in groppa a uno dei due cavalli selvaggi; il cavallo lo fece cadere e il ragazzo si ruppe una gamba.
Tutti i vicini manifestarono nuovamente al contadino il loro dispiacere per la disgrazia che gli era toccata, ma nuovamente il contadino disse

" Vedremo".

La settimana successiva, vennero al villaggio dei funzionari governativi in cerca di uomini da mandare sotto le armi.
E costoro scartarono il figlio del contadino, perché aveva una gamba rotta, quando i vicini si rallegrarono della sua fortuna, il contadino disse

" Vedremo "......

E’ importante riconoscere che il significato di qualsiasi avvenimento dipende dal contesto che noi gli diamo. Quello che oggi interpretiamo come negativo potrebbe poi diventare la miglior soluzione che poteva accaderci.

Saranno la fiducia e il tempo a dircelo.

Tutto accade per un motivo, ma se non abbiamo l’apertura di cambiare, ogni tanto, gli occhiali con i quali guardiamo costantemente il nostro mondo rischiamo di vivere una vita di infelicità, di lamentele, di insoddisfazione mentre abbiamo a disposizione una quantità di opzioni e di scelte che ci permettono di decidere in ogni momento di vivere la vita felice che meritiamo.

Cambiare la percezione degli eventi, cambiare l’attribuzione che diamo loro caratterizzandoli subito con un significato negativo non ci permette di essere liberi ma vincolati agli eventi esterni che la vita quotidianamente ci pone davanti. E’ sempre questione di come rispondiamo a questi eventi della vita e se per una volta restiamo ad attendere, senza esprimere subito giudizi potremmo scoprire che “non tutto il male viene per nuocere” e potremo sperimentare un grande senso di libertà e leggerezza.

Prova anche tu a riflettere su questa opportunità di vedere le cose con gli occhiali diversi, ti renderai conto da solo se è un buon metodo per te per vivere una vita più tranquilla e rilassata lasciando che tutte le tensioni e le preoccupazioni scivolino via semplicemente nel momento che dici “vedremo”.

Ricorda, tutto accade per un motivo…



Renata

domenica 28 settembre 2014

ACCETTI UNA CRITICA?

Ultimamente sto attraversando un periodo di forte crescita.

Ho sempre adorato il miglioramento personale e in questi giorni lo sto vivendo e percependo appieno.

Cos’è successo?

Ho iniziato a chiedere feedback.

Mi sono data il permesso di chiedere ad amici, familiari, persone che conosco e persone che fanno parte del mio gruppo di lavoro che mi dessero dei feedback di quello che percepivano e continuano a percepire di me nei vari ambiti e ruoli che rivesto.

Mi sto confrontando con una realtà di me che in alcuni aspetti non conoscevo e la cosa, devo essere sincera, mi stupisce e mi entusiasma.

In più, per ampliare le mie competenze, sto frequentando un corso di teatro che non è rivolto alla gestione della scena e delle rappresentazioni ma a come utilizzare efficacemente il corpo, la gestualità, gli spazi e la voce durante i corsi o le conferenze che tengo. In questa occasione ho veramente scoperto e portato alla luce delle sfumature molto interessanti  di me. Per esempio mi sono resa conto che le persone non sempre mi vedono o percepiscono come io credo di essere vista o percepita. In alcuni casi può essere positivo, per esempio a volte mi sento tesa e con la voce tremolante e la sensazione non viene percepita all’esterno, in altri casi invece può essere negativa come quando in un dialogo con un amico a me sembrava di avere avuto un atteggiamento umile e invece ho scoperto che è stato interpretato come se mi stessi atteggiando in modo altezzoso o sopra le parti.  Questa cosa mi ha fatto molto riflettere. Ho analizzato il mio tono di voce, le parole che ho usato, la postura con la quale mi sono posta nel memento in cui stavamo tranquillamente chiacchierando e soprattutto ho notato come in questo caso non avevo rispettato l’opinione del mio interlocutore, dando per vero quello che io credevo tale.

Ho poi iniziato a prendere in considerazione e prestare molta più attenzione a quelle espressioni, fisiche e verbali che utilizzavo per abitudine e che solo quando gli amici hanno avuto il permesso di farmele notare ho dovuto ammettere (per loro gioia) che fino ad allora non me ne ero mai resa conto.

Tanta carne al fuoco… ma ho imparato e sto imparando molto da queste esperienze.

L’ importante è permettersi di  affrontare questa nuova prospettiva con un atteggiamento di apertura. E  sono felice di essere riuscita a superare questo scalino.

Non mi sento più offesa per quanto mi viene evidenziato ma apprezzo questo confronto per poter migliorare. E lo vivo proprio come un confronto non più come un giudizio o un dito puntato contro di me. Imparo e applico.

Già semplicemente con piccoli accorgimenti  sulla mia postura persone che non sapevano del lavoro che stavo facendo su di me hanno riscontrato un cambiamento. Mi ha fatto molto piacere sentirmi dire “Ti vedo meglio del solito, hai qualcosa di diverso ma non riesco a capire che cosa sia”.  In realtà quel qualcosa di diverso era semplicemente un’attenzione maggiore che  stavo portando a me stessa per poi essere più presente all’esterno. Quando noi riceviamo delle critiche (e per critiche intendo critiche costruttive legate a un qualcosa che ci può far migliorare) spesso ci arrabbiamo o chiudiamo la porta in faccia alla persona che si permette di farci un osservazione (o peggio ancora iniziamo a risponderle a tono). Molte volte io mi sentivo attaccata e istintivamente reagivo: nel momento in cui qualcuno mi criticava e dava di me un’opinione che non mi piaceva, frequentemente rispondevo “Bhe perchè tu… cosa pensi di essere tanto meglio?”.  Reagendo così rischiavo innanzitutto di rovinare un rapporto perché poteva essere l’inizio di una lite, in più  perdevo l’occasione di migliorare. Aver capito che se la persona percepisce qualcosa di diverso da quello che voglio trasmettere è perché io non sono riuscita ad essere congruente con il mio linguaggio verbale, non verbale e paraverbale ha fatto la grande differenza.

Ora, quando accade, ringrazio per il feedback ricevuto, rifletto e mi metto in moto per migliorare.

In passato quando qualcuno mi  diceva, o mi faceva intendere anche velatamente:  “Guarda che tu stai apparendo in questo modo”   io lo percepivo come qualcosa di distorto rispetto a quello che credevo. In realtà la persona mi vedeva veramente in quel modo.  E il tranello in cui cadevo era che pensavo dentro di me di essere “perfetta” mentre invece non lo ero.  Anche quando credevo di fare le cose al meglio per me o per gli altri in realtà era solo la mia visione di cosa intendevo io per “meglio”.

Uno dei presupposti della PNL (Programmazione Neuro Linguistica) è che la mappa non è il territorio. Questo significa che ognuno di noi  percepisce la stessa cosa in modo diverso, lo stesso identico episodio, la stessa situazione, viene percepita da ognuno con la propria mappa, con le proprie convinzioni con le proprie idee e con le proprie esperienze.

Quando vediamo le cose diversamente, sono entrambe vere. Ognuno interpreta la realtà a modo suo e non poniamo tutti l’attenzione sulla stessa cosa.

A volte è utile mettersi in discussione per scoprire che la realtà non è sempre come noi siamo convinti di vederla e viverla.

Ne è l’esempio l’immagine qui sotto:

Tu cosa vedi?












Due visi di profilo o un vaso?

O ancora:











Un uomo che suona un sax o  una faccia di donna?

Potremmo passare ore a discutere se tu vedi l’uomo che suona il sax mentre io vedo la faccia della donna… eppure nell’immagine ci sono entrambi. Solo che io pongo attenzione sulla parte bianca della foto e tu sulla nera …

Vedi quanto è importate restare aperti e darci la possibilità di guardare le cose anche in modo diverso da come noi siamo abituati a vederle?  Trasformando la parola “critica” (che ci induce in uno stato negativo) in  “feedback” (risultato che otteniamo)  riusciamo ad essere più aperti,  accettare più serenamente quanto ci viene fatto notare. Continuiamo a crescere ed evolvere positivamente e in più miglioriamo sensibilmente le nostre relazioni con gli altri perché si instaurerà un rapporto di maggior fiducia e complicità.

Siamo o no donne e uomini che sanno mettersi in gioco?

E allora iniziamo a giocare e a divertirci anche con queste nuove percezioni  di noi!


Renata 

sabato 30 agosto 2014

LA ROTTA PER I PROSSIMI QUATTRO MESI.

Settembre porta con sé un nuovo inizio, per me è un po’ come se fosse il primo di gennaio.

Le vacanze per molti di noi sono terminate e magari per alcuni gli effetti benefici del rilassamento e del riposo stanno già iniziando, un po’ alla volta a lasciare il posto ai soliti pensieri e a stati di apprensione. Tutte le attività pian piano riprendono e la routine ci concede, in un certo senso, la tranquillità del conosciuto.

Ed è proprio in questi giorni, quando ancora non siamo totalmente assorbiti dalla vita, che possiamo definire con maggior precisione cosa vogliamo che accada nei prossimi giorni e mesi.

Molti di noi all’inizio dell’anno hanno espresso dei desideri, definito degli obiettivi, hanno fatto un elenco, scritto o mentale di quello che questo 2014 doveva e voleva significare per loro, quali step fare in quel progetto, quali risultati ottenere a livello fisico, emozionale, economico…

Oggi, proprio ora, possiamo fare due passi molto importanti per il nostro futuro:

  1. Dedicare del tempo a verificare come stanno procedendo i nostri obiettivi in modo che non rimangano solo buoni propositi;
  2. Dedicare del tempo a pianificare quello che vogliamo ottenere da qui alla fine dell’anno.

La soddisfazione al 31/12/2014 di poter guardare indietro ed essere orgogliosi di ciò che siamo riusciti ad ottenere in quest’anno è uno stimolo e una motivazione per proseguire nella realizzazione di una vita più piena e all’altezza dei nostri sogni.

E’ importantissimo quindi, dedicarsi del tempo per capire bene dove stiamo andando.

Se i risultati fin qui ottenuti sono ciò che ci aspettavamo la gratificazione è un piacere a cui non si può certo rinunciare! Pensa come puoi “premiarti” e concediti quel premio perché… lo meriti!

Se invece i risultati non sono ciò che ti aspettavi e riconosci che in parte avresti potuto fare meglio, puoi iniziare subito a fare gli aggiustamenti per recuperare ciò che strada facendo magari hai perso. Puoi aiutarti ponendoti alcune semplici ed efficaci domande come:
  • Cosa posso fare di diverso per ….?
  • Come posso raggiungere ciò che desidero in modo più semplice e veloce?
  • Chi ha già fatto ciò che vorrei fare io? Come posso prendere spunto da lei/lui?
  • Quali risorse ho che non sto sfruttando?
  • Quali risorse mi mancano che vorrei potenziare?
  • Quali sono il limiti che mi auto impongo? Come posso superare questi limiti?
  • Quali solo le paure che ho in questo progetto? Come posso superarle?

 e soprattutto, dopo aver dato risposta a queste domande la cosa importante da fare è AGIRE!

Tante belle parole, buone risposte e buoni propositi non portano da nessuna parte se alla fine di tutto non agiamo.

Dopo aver guardato indietro e valutato come sono andati questi otto mesi è il momento di definire la rotta, gli obiettivi, le opportunità di quest’ultimo quadrimestre. Non serve fare piani elaborati, semplicemente fermarsi un attimo, ascoltarsi e mettere nero su bianco su un semplice foglio come vorreste arrivare alla fine dell’anno.

E’ una sfida con noi stessi, un promemoria strategico che ci serve per inquadrare bene la nostra rotta così che nel mare della vita la nostra barca segua sempre la direzione che abbiamo impostato e arrivi a destinazione senza lasciarsi influenzare da tutti i venti che possono soffiare nelle nostre giornate e che possono influenzare il percorso e la destinazione che abbiamo deciso.

Dobbiamo essere consapevoli che il cambiamento è una costante della vita e allenare il muscolo della flessibilità per avere la capacità di adattarsi agli ostacoli che possono presentarsi nel nostro cammino.


Con un faro davanti sappiamo che, se strada facendo ci dovessimo perdere, in fondo la nostra destinazione ci sta attendendo. È importante comunque riconoscere che, se quanto ci siamo prefissati dovesse essere irraggiungibile possiamo sempre allentare il tiro, ma solo dopo averci provato.

La parola chiave per questi prossimi quattro mesi è: AGIRE!

Renata

mercoledì 9 luglio 2014

IO SCELGO DI ESSERE OTTIMISTA... E TU?


Io scelgo di essere ottimista e tu?

Forse ti sembrerà strano come ho iniziato questo post… e probabilmente in automatico avrai risposto “Certo che anch’io scelgo di essere ottimista!!!” ma se ti chiedo di riflettere attentamente, è sempre vero che scegli l’ottimismo o a volte ti è più facile cadere nel vittimismo, nella passività, nel pessimismo e poi lamentarti…?

In questi giorni ho letto una storiella nel web, che penso dovrebbe essere un mantra per ognuno di noi, dovrebbe essere letta almeno ogni mattina finchè non diventa parte di noi. Ho deciso di condividerla anche con te, perché anche tu possa prenderne spunto:

Rob è il tipo di persona che ti fa piacere odiare: è sempre di buon umore, ed ha sempre qualcosa di positivo da dire…
Quando qualcuno gli chiede come va, lui risponde "se andasse meglio di così, sarei due persone!"
È un ottimista.
Se un collega ha un giorno no, Rob riesce sempre a fargli vedere il lato positivo della situazione....
Vederlo mi incuriosiva e così un giorno gli chiesi:
"Io non capisco, non è possibile essere ottimisti ogni giorno, come fai?"
Rob mi rispose "ogni giorno mi sveglio e mi dico, oggi avrò due possibilità. Posso scegliere di essere di buon umore o posso scegliere di essere di cattivo umore."
E scelgo di essere di buon umore.
Quando qualcosa di brutto mi succede io posso scegliere di essere una vittima o di imparare da ciò...
Ed io scelgo di imparare.
Ogni volta che qualcuno viene da me a lamentarsi per qualcosa... io posso scegliere di accettare le lamentele... o posso scegliere di aiutarlo a vedere il lato positivo della vita...
Ed io scelgo il lato positivo della vita.
"Ma non è sempre così facile" gli dissi.
"Si, lo è " disse Rob, "la vita è tutta una questione di scelte.
Quando tagli via tutto ciò che non conta, è tutta una questione di scelte.
Sta a te scegliere come reagire alle situazioni... sta a te decidere come lasciare che gli altri influenzino il tuo umore.
Tu scegli se essere di buon umore o di cattivo umore.
Alla fine sei tu a decidere come vivere la tua vita."
Dopo quella conversazione ci perdemmo di vista perché io cambiai lavoro, ma spesso mi ritrovai a pensare  alle sue parole quando dovevo fare una scelta nella mia vita, invece di reagire agli eventi....
Ho saputo che Rob aveva avuto un brutto incidente sul lavoro... era caduto da 18 metri di altezza, e dopo 18 ore di sala operatoria fu rilasciato dall'ospedale  con una piastra d'acciaio nella schiena...
Sono andato a trovarlo e gli ho chiesto come si sentisse...  "se stessi meglio sarei due persone" mi rispose...
"vuoi vedere le mie cicatrici?"
“Ma come fai?” gli chiesi, “ad essere cosi positivo dopo quello che ti è successo?”
"Mentre stavo cadendo, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata la mia bimba... Poi mentre giacevo per terra, mi sono detto che potevo scegliere vivere o di morire....
Ed ho scelto di vivere".
"Ma non hai mai avuto paura?"
"Si, quando mi hanno portato in ospedale ed ho visto l'espressione sul viso dei medici e dei dottori, ho avuto paura, perché era come se guardassero un uomo morto."
"Poi un'infermiera mi ha chiesto se avessi allergie, ed io risposi...
SI.
Tutti mi guardarono ed io urlai: sono allergico alla......gravità!!!!”
Tutti scoppiarono a ridere ed io dissi: “ed ora operatemi da uomo vivo, non come se fossi già morto!”
Rob mi ha insegnato che ogni giorno abbiamo la possibilità di scegliere di vivere la vita pienamente...
Quindi è inutile preoccuparsi sempre per il domani...
perché ogni giorno ha i suoi problemi su cui scegliere di vivere e domani penseremo ai problemi di domani.
Dopo tutto, oggi è il domani di cui ti preoccupavi ieri.
Vivi pienamente ogni giorno, ogni respiro, e, soprattutto, ogni amico…

Quanto possiamo imparare da questa storia?

Spesso siamo circondati da negatività e ci facciamo sommergere dall’abitudine di vivere la nostra vita senza riflettere sul fatto che noi abbiamo il controllo dei nostri pensieri. Siamo l’unica persona che può decidere come stare… Certo i fatti esterni possono influenzare momentaneamente le nostre emozioni, ma come ci insegna l’amico Rob abbiamo ogni giorno la possibilità di scegliere di vivere la vita pienamente.

Questo non significa che non ci saranno difficoltà, momenti down o situazioni in cui ci sembra di sentire che nulla va come vorremmo… ma se restiamo consapevoli che tutto dipende da come decidiamo di affrontare ciò che ci accade… possiamo prendere in mano la nostra vita e rendere meravigliosa ogni giornata.


E perché non approfittare proprio dell’estate, quando possiamo stare di più all’aria aperta, dedicare più tempo al divertimento, complice anche l’idea che le vacanze sono alle porte e ci fa sentire più leggeri, per iniziare ad allenarci, ogni mattina appena svegli, a dire a noi stessi “oggi scelto di essere ottimista!”?


Renata 

lunedì 16 giugno 2014

TEMPO DI ESAMI... TEMPO DI RISULTATI!

Giugno e luglio sono mesi molto impegnativi per chi studia e deve sostenere esami .

Che si parli degli esami di maturità, di esami universitari, di un colloquio o prove di altro genere quello che solitamente accade è che si viva l’esperienza con molta ansia e incertezza.

Anche in questo caso, come in altre situazione che abbiamo già visto, uno dei consigli che mi sento di dare è quello di visualizzare la miglior scena possibile, il miglior risultato finale, quello più desiderato, mantenendo sempre il focus sulla gestione dell’esame proprio come vorremmo che si svolgesse.

La visualizzazione è una tecnica semplice e a portata di tutti che, se applicata, permette di ottenere grandi risultati.

Noi visualizziamo continuamente e imparare a farlo in modo produttivo permette di  fare un salto di qualità nella nostra vita.

Ciò che solitamente accade prima di un esame o di una prova importante è che, anche se abbiamo studiato molto,  tutti i nostri dubbi, le nostre incertezze, il senso di inadeguatezza vengono a galla. A questo punto, il nostro cervello cosa fa? Elabora la peggior situazione che potremmo mai vivere…

Il prof. che ci fa una domanda che non sappiamo, noi che facciamo scena muta, la nostra mente che offuscata non ricorda più nulla, i nostri compagni che vedendoci magari ridono di noi, la delusione dei nostri genitori…. Potrei continuare ancora a lungo ma non è questo ciò che voglio… non è sicuramente mia intenzione indurti in uno stato d’animo negativo e improduttivo… anzi! Ciò che desidero è il meglio per te!

Ed è per questo che, anche se ti può sembrare una soluzione semplicistica, la visualizzazione può essere un’ottima strategia per arrivare a testa alta al tuo splendido risultato finale!

La visualizzazione è utilizzata dai campioni dello sport, da personaggi di successo e da tutte quelle persone che, una volta capiti i benefici, non riescono più a farne a meno :-)

I suoi benefici si percepiscono da subito perché se inizi a vederti nella tua condizione migliore, dove stai ottenendo ciò che vuoi, dove tutto va nel modo desiderato, automaticamente le sensazioni che inizierai a provare saranno quelle di calma, tranquillità e sicurezza.

Non devi far altro che vivere più volte nella tua mente l’esame, in ogni minimo dettaglio, , immaginando le chiacchierate con i tuoi compagni, immaginando di essere seduto davanti alla commissione d’esame,  le domande che ti possono essere fatte, percependo la sensazione di soddisfazione nel rispondere correttamente, vedendo le espressioni  affermative di chi ti sta interrogando….

Ogni dettaglio è prezioso  e contribuisce a rendere più reale ciò che stai visualizzando.

Fare questo “lavoro” porta un grande vantaggio. Quando arriverai realmente in aula il tuo stato d’animo sarà rilassato perchè avrai già vissuto l’esame tantissime volte e con questa sensazione di calma potrai dare il meglio di te e ottenere i risultati che meriti!

Spesso evitare l’ansia è molto più semplice di quello che pensi…


Renata

domenica 8 giugno 2014

UN INCORAGGIAMENTO PUO' FARE LA GRANDE DIFFERENZA!

Oggi, dalla mia finestra, ho assistito alla scena di una mamma che stava insegnando al suo bambino ad usare per la prima volta la biciclettina senza rotelle.

Una cosa apparentemente semplicissima, per noi che ormai usiamo la bici da anni, ma per quel bimbo proprio un’impresa ardua…

Due pedalate e poi impaurito si fermava. La mamma, molto amorevolmente, gli spiegava dapprima i movimenti, poi, tenendolo per la schiena lo sosteneva.

Ad un certo punto il bimbo è riuscito a fare qualche metro da solo ma poi, forse per “paura di riuscire” o forse semplicemente perché ha smesso di pedalare senza appoggiare i piedi a terra, è caduto.
Ha sbattuto per bene le manine, i gomiti e le ginocchia sull’asfalto sbucciandosi non poco la pelle ed ha iniziato subito a piangere disperatamente.

La mamma gli si è avvicinata sussurrandogli qualcosa di dolce, con il sorriso amorevole sulle labbra, lo ha aiutato a risalire sul sellino, lo ha sostenuto e accompagnato per la nuova avventura di qualche pedalata.

Poi un po’ alla volta lo ha sorretto sempre meno fino a lasciarlo andare da solo.

Il bimbo dopo qualche metro ha di nuovo smesso di pedalare, ed è di nuovo caduto a terra piangendo disperato.

La mamma, ancora, paziente e amorevole aiutandolo a rialzarsi gli ha sussurrato qualcosa di incoraggiante e il bimbo è ripartito. Dopo qualche metro ha di nuovo smesso di pedalare ma questa volta ha appoggiato subito i piedini a terra e nulla è successo.



La mamma lo ha ancora prontamente spronato a ripartire e  il suono delle risate del bimbo, accompagnate da quella della mamma e dal fragoroso suono degli applausi hanno iniziato a risuonare allegramente nella mia stanza. Il bambino stava pedalando ininterrottamente da un paio di minuti.

Ce l’ha fatta! Nessuno avrebbe avuto dubbi che il bimbo prima o poi ci sarebbe riuscito, nonostante le cadute, nonostante le paure, nonostante i pianti…

E la domanda che mi sono posta è: perché da adulti la maggior parte delle persone quando vede qualcuno intimorito, in difficoltà, che ha provato e riprovato una cosa senza aver successo, invece di incoraggiarlo e sostenerlo ancora di più gli dice frasi demotivanti o addirittura parole come “ma dai lascia stare, se hai provato tante volte e ancora non riesci…forse non è una cosa che fa per te!”?

Cosa sarebbe accaduto al bimbo se la mamma gli avesse detto spazientita “Basta dai, non ce la puoi fare!”?

Molto probabilmente il bimbo si sarebbe sentito demotivato, intimorito, scoraggiato e per oggi tristemente se ne sarebbe tornato a casa, portando con sé quel senso di fallimento e delusione difficile poi da dimenticare.

Nel caso della bicicletta probabilmente non si sarebbe arreso e, spronato da tutti i suoi amici che già pedalano, ce l’avrebbe messa tutta per riuscire anche lui…ma in altri ambiti della vita?

Una nostra parola, un nostro incoraggiamento può fare una grande differenza nella vita delle persone.

Troppo spesso sottovalutiamo il potere delle nostre parole. E troppo spesso diamo credito a quello che gli altri ci dicono permettendo loro di far diventare un fallimento qualcosa che, non essendoci ancora familiare, stiamo cercando di imparare…

I sogni vanno mantenuti, perseverando affinché si realizzino. E se ci accorgiamo che non era proprio quello che desideravamo, allora possiamo lasciarli andare con la consapevolezza che ci hanno permesso di iniziare una nuova avventura e trovare un nuovo scopo per la nostra vita.

Come disse Winston Churchill “Il successo è l’abilità di passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo.”

Come cambierebbe la prospettiva della tua vita se considerassi sempre vere le parole di Mr Churchill? Quante più esperienze ti daresti il permesso di vivere?


Renata 

sabato 17 maggio 2014

ATTEGGIAMENTO MENTALE VINCENTE

Una delle cose su cui sto maggiormente concentrando la mia attenzione in questo periodo è trovare il miglior modo per rispondermi a questa domanda:

“Come posso trasformare un problema in una sfida e una sfida in un obiettivo?”

Allenarmi a coltivare pensieri orientatiti verso la soluzione piuttosto che fermarmi al problema è sicuramente d’aiuto, come d’aiuto è ripetermi che sono in grado di fare qualsiasi cosa io desidero fare.

Come diceva Henry Ford “Che tu pensi di farcela o di non farcela avrai comunque ragione” per cui la scelta su dove posare la nostra attenzione è unicamente sotto la nostra responsabilità.

Molto spesso invece, lasciamo che gli eventi esterni ci dominino, incolpando gli altri ed evitando di prendere decisioni.

Anche la semplice scelta di “impegnarsi e mettercela tutta per raggiungere un obiettivo” può fare la grande differenza.

Come d’aiuto è smettere di usare due verbi che ci danno degli alibi per non compiere passi avanti: “provare” e “sperare”.

Quante volte diciamo “speriamo che vada tutto bene” e quello che facciamo è restare in attesa che qualcosa accada?

Con atteggiamento mentale vincente non c’è spazio per sperare… c’è subito azione, movimento, decisione, voglia di risultati.

E quante volte diciamo “provo a…”, o peggio ancora “proverò a…”?

Il “proverò a…” è decisamente l’anticamera del fallimento: non dà nessuna azione e soprattutto rimanda ad un futuro non determinato qualcosa che alla fine non verrà mai fatto!!!

Cambiare il nostro modo di pensare, allenarsi a mantenere pensieri  potenzianti e orientati alle soluzioni ci regalerà  stati d’animo positivi che metteranno in circolo altri pensieri  creativi e ci aiuteranno a stare sempre più spesso nel nostro peack state. Con questo atteggiamento mentale troveremo tutte le risorse necessarie per superare i problemi e le sfide che la vita ci pone. Saremo orientati a mettere in campo le nostre abilità, a tirare fuori quelle risorse che da sempre sono dentro di noi ma che troppo spesso lasciamo inutilizzate …

E’ importante allora imparare ad allenare quotidianamente la nostra mente e diventare maggiormente amici di quella vocina che ci parla 24 ore su 24. E come possiamo farlo?

Innanzitutto prendendo consapevolezza che la nostra mente pensa per immagini per cui se ci focalizziamo sul problema quello che vedremo sarà che tutto sta andando male, che non c’è nulla da fare, che non vale la pena darsi da fare.  L’ansia, l’angoscia, la paura di fallire, il senso di incapacità prenderanno il sopravvento. Se invece ci focalizziamo sulla soluzione visualizzando  immagini di successo,  la nostra voglia di metterci in gioco, la nostra determinazione, l’impegno e la costanza faranno sì che tutto sia più semplice.  

Alleniamo quindi la nostra mente a proiettare i migliori film così da indurci il più spesso possibile in stati d’animo positivi .

Con un atteggiamento mentale vincente il successo nella vita e nello sport  è a portata di mano!

Renata