sabato 21 dicembre 2013

IL POTERE DELLA GRATITUDINE

Eccoci arrivati alla fine del 2013! Questo periodo solitamente è dedicato a fare un po’ il bilancio dell’anno trascorso e spesso ciò che emerge è l’insoddisfazione per alcuni obiettivi personali, professionali, di salute o finanziari che non abbiamo raggiunto e ci lasciano quella sensazione di amarezza.

Quest’anno sarebbe bello trascorrere gli ultimi giorni di dicembre in modo diverso: dedicando quotidianamente alcuni minuti a sperimentare una delle esperienze che riempiono maggiormente il cuore. La gratitudine!

Troppo spesso siamo concentrati su tutte le cose che non vanno, sui problemi e su quello che non ci piace. Continuiamo a lamentarci mettendo costantemente il focus sulla sensazione di mancanza e perdendo di vista tutte le cose e le persone magnifiche che ci circondano.

Da qualche giorno io sto facendo una lista di ciò che apprezzo della vita. La famiglia, gli amici, il mio corpo, il lavoro, gli oggetti materiali (dai più piccoli ai più grandi), la natura, le situazioni che mi accadono, le sorprese che mi stupiscono, le parole gentili che mi vengono dette, i problemi che risolvo… e guardo spesso questa lista ringraziando con cuore aperto tutto quello che ho incluso e tutto quello che ancora avrò la fortuna di includere.

E’ una sensazione magnifica!

Prova a farla anche tu, scoprirai quante cose belle ci sono nella tua vita, e forse scoprirai, come è successo anche a me, che ad alcune non avevi mai pensato o dato la giusta importanza!

Quando ti connetti a questa vera gioia interiore ti senti bene senza un motivo preciso. Semplicemente perché sei vivo! Per sentire gratitudine considera tutti i meravigliosi doni che rallegrano la tua vita e la nutrono. Le relazioni con le persone, il miracolo del tuo corpo e della tua mente, tutti i confort materiali, le connessioni spirituali.

Lasciati stupire…

Fare la lista dei numerosi doni presenti nella nostra vita ed esprimere gratitudine per essi crea una sensazione di appagamento e gioia che riempie istantaneamente il cuore.

Apprezzare la vita e i suoi regali spazza via ogni pensiero di mancanza e di privazione e ti permette di focalizzarti su tutte le cose positive che ti circondano. Ti rendi conto che non tutto è scontato e che ogni cosa che sperimenti è veramente un regalo della vita per te.

Istantaneamente ti inonda una sensazione di pace e benessere perché la gratitudine ha il grande potere di farti provare emozioni positive.

Per aiutarti ti suggerisco alcune semplici domande guida per indirizzare maggiormente il tuo pensiero:
  • Di che cosa sono più grato nella mia vita, oggi? (lascia scorrere il pensiero, non mettere nessun limite…)
  • Di quali esperienze del passato, che al tempo mi sembravano ostacoli o prove difficili da superare, ora posso esserne grato perché mi hanno dato la possibilità di capire chi sono e cosa sono in grado di fare?
  • A chi posso dire “Grazie!”?

Sentirai da subito la magia della gratitudine.

Come disse Ralph Waldo Emerson, un filosofo dell’ 1800 : “Coltivate l’abitudine di essere grati per ogni cosa buona che vi arriva e di ringraziare continuamente. Inoltre dal momento che ogni cosa ha contribuito al vostro avanzamento dovreste includere tutto nella vostra gratitudine.”

Io penso che la parola GRAZIE sia una delle parole più belle del nostro vocabolario. Ha il potere di farci stare bene quando la riceviamo e quando la doniamo.

Nella mia lista della gratitudine ci sei anche tu! Sono grata a te che mi segui, che leggi i miei post, che pubblicamente o in privato li commenti e che mi dai l’entusiasmo per dare sempre il meglio di me.

Grazie! Grazie! Grazie!

Ti auguro di trascorrere ogni giorno con il cuore colmo di gratitudine!

Renata

lunedì 9 dicembre 2013

QUEST’ANNO A NATALE MANGIO LIBERAMENTE!

Oggi, in vista del Natale, e delle abbuffate di fine anno che già mettiamo in preventivo, torniamo a parlare di ‘Giusto peso per sempre’.

Nella mia frase di inizio potrai notare una presupposizione:  le abbuffate le mettiamo già in preventivo!

Ed è per questo che spesso  mangiamo più del dovuto…

La convinzione sociale è che a Natale si mangi  di più e che ci si debba dedicare al cibo quasi come se fosse l’unico collante di unione con la famiglia e/o gli amici.

Molto spesso ci si comporta in un certo modo solo perché lo abbiamo già fatto in passato o, perché, se non si ha quell’atteggiamento potremmo  essere tagliati fuori dal gruppo.

Ma chi l’ha detto che a Natale (come in ogni altra occasione speciale!)  non si possa fare un pranzo o una cena come gli altri giorni?

Chi l’ha detto che, se anche sei ospite, non si possa onorare la padrona di casa assaggiando un po’ di tutto in piccole dose e, invece di compiacerla accettando il bis, non sia più utile e gratificante farle i complimenti per la bravura con la quale ha preparato tutte quelle squisitezze?

Quante volte restiamo “incastrati” in quelle che sono le nostre convinzioni comportamentali per paura di deludere gli altri.

E chi ci pensa a noi? Preferisci  far contenta un’altra persona ma deludere te stessa o rispettare te stessa usando la giusta gentilezza per rifiutare?

Troppo spesso mettiamo gli altri davanti ai nostri reali bisogni.

Iniziamo con le prossime festività ad allenarci a dire di no.

E per essere preparati a quel momento cominciamo a visualizzarci già da ora durante il pranzo di Natale.

Visualizziamoci seduti a tavola, con amici e parenti, sorridenti, allegri e spensierati. Iniziamo a percepire la soddisfazione di stare in loro compagnia. Guardiamo il nostro piatto ancora vuoto. La padrona di casa inizia a servire la prima porzione. Poi ritorna e ci offre la seconda pietanza e noi, con molta grazia e gentilezza le diciamo che ne desideriamo poca perché sappiamo come cucina bene e gradiremmo poter assaggiare e gustare tutto. E alla prossima pietanza confermiamo di volerne poco, sempre col sorriso sulle labbra. Mangiamo lentamente. Iniziamo a percepire il gusto di ciò che stiamo masticando e a notare come una sensazione di sazietà pian piano inizia a farci capire che il nostro stomaco ci sta lanciando un messaggio:  ‘sono sazio. Grazie, non continuare!’ E noi lo ascoltiamo. Cogliamo l’occasione per alzarci un attimo e ci sentiamo  veramente bene nel nostro corpo. Facciamo i complimenti alla cuoca, facciamole sapere quanto è stata brava e quanto abbiamo apprezzato la sua arte culinaria. Ci sentiamo sazi, soddisfatti  per aver apprezzato il cibo, leggeri  e con la sicurezza di aver rispettato noi stessi e la persona che ci ha preparato il cibo. Siamo liberi da ogni senso di colpa, liberi da ogni giudizio altrui. Solo noi stessi, con le nostre soddisfazioni, con la nostra gioia nel condividere il tempo con le persone che amiamo e nel gustare i cibi che abbiamo scelto liberamente di assaggiare.
Visualizza più volte nei prossimi giorni la scena come ti piacerebbe si svolgesse, adattala, modificala, falla tua.  Arriverai ad ogni pranzo o ad ogni cena che ti aspetta durante il periodo natalizio già pronta per affrontare al  meglio la situazione.

Come sappiamo il cervello non riconosce una cosa realmente accaduta da una solo immaginata per cui quando ti troverai seduta a tavola saprai come gestire il tuo rapporto con il cibo. Ti sembrerà naturale perché nella tua testa hai già vissuto più volte quella scena.

Ti sentirai finalmente libera da ogni senso di colpa quando rifiuterai, ti sentirai finalmente libera dai giudizi degli altri se non mangerai più del necessario, ti sentirai bene con te stessa perché ti sarai rispettata. Ti sentirai più leggera per aver ascoltato il tuo stomaco e…  finalmente sarai libera di poter essere la persona che sei.

Le visualizzazioni hanno un grande potere!

Provare per credere!


Renata

sabato 30 novembre 2013

AUTOSTIMA & FIDUCIA IN TE STESSO (Seconda parte)

Come abbiamo visto c’è una forte correlazione tra autostima e fiducia in se stessi.

L’autostima è stabile e incondizionata, è un qualcosa che tutti abbiamo ma che in alcuni momenti della vita permettiamo che venga minata.

 La fiducia in noi stessi è invece una qualità che sviluppiamo a seguito delle varie  esperienze della vita e alle convinzioni potenzianti o depotenzianti che manteniamo ed è condizionata dai risultati che otteniamo.

La nostra fiducia e sicurezza non è uguale in tutti gli ambiti della nostra vita, in alcuni è più radicata in altri è più labile.  Come possiamo rafforzarla per sentirci pronti ad ogni evenienza?


Ci sono dei semplici e pratici consigli che possiamo seguire come ad esempio:

1) Scopri i tuoi talenti
Fai una lista di 10 piccoli o grandi risultati  che hai ottenuto in passato e che ti hanno dato molta soddisfazione e chiediti: Come ho fatto a farlo? Che capacità ho usato? Quando le avrai individuate avrai scoperto alcuni dei tuoi talenti.
Un altro modo per scoprirli è chiedere alle persone a te care di indicarti le tue doti e poi iniziare a farci caso. Potresti notare cose che non avevi mai preso in considerazione.

2) Sbagliando si impara.
Se non ti dai il permesso di sbagliare non ti dai neanche la possibilità di imparare. E’ normale commettere errori nella fase di apprendimento. E’ solo sbagliando e utilizzando in modo costruttivo l’errore che possiamo arrivare al nostro obiettivo. Se ad ogni sbaglio ci demoralizziamo e lo utilizziamo come una scusa per fermarci non potremmo mai migliorare e questo è ciò che noi non vogliamo! Più errori è sinonimo di più successo.

3) Azione, muoviti!
Non aspettare tempi migliori. Passa all’azione subito. La pigrizia è un circolo vizioso, è il nemico numero uno della fiducia in se stessi. Muoviti!

4) Pancia in dentro e petto in fuori.
E’ un vecchio detto popolare e la PNL ce lo conferma. La postura è in grado di farci sentire come ci atteggiamo. Con una postura fiera, testa alta, spalle dritte e petto in fuori cambia la nostra percezione della realtà. Prova e noterai subito la differenza. Abituati a mantenere più a lungo possibile questa postura. Durante la giornata presta attenzione a come sei messo e correggi se ti accorgi che sei curvo e chiuso in te stesso.

5)Cura il tuo aspetto fisico e fai sport
La fiducia che abbiamo nei nostri confronti spesso è legata all’immagine che abbiamo di noi stessi. Molto spesso questa immagine è deformata dalle nostre convinzioni limitanti e dalle autocritiche. Prestiamo molta più attenzione ai nostri difetti che ai nostri pregi (VEDI POST “COME TI PARLI DAVANTI ALLO SPECCHIO?”). Prenderci cura di noi stessi e del nostro aspetto fisico ci aiuta ad aumentare la fiducia, la sicurezza e a modificare l’immagine mentale che noi stessi costruiamo.
Fare sport aiuta ad aumentare le endorfine responsabili del benessere e della nostra vitalità.

Affronta le tue paure, una alla volta. Le paure sono occasioni per diventare migliori. Affrontare nuove sfide permette di rafforzare l’immagine di sé e potenziare la propria sicurezza e fiducia

E come abbiamo già detto parlando di autostima,  liberarsi dal giudizio degli altri è un ottimo stratagemma per sentirsi liberi. Quando ti vengono rivolte delle critiche prendi quelle costruttive per te e utilizzale per migliorarti lasciando andare quelle distruttive senza sentirti sempre attaccato.

Ora lasciati andare ed affronta la vita a testa alta, vedrai come presto la tua fiducia e la tua autostima aumenteranno.

Fammi sapere cosa ne pensi.

Renata






Liberamente adattato da un testo di Lucia Giovannini

domenica 17 novembre 2013

AUTOSTIMA & FIDUCIA IN TE STESSO

In questo periodi di crisi economica dove sempre più spesso molte persone perdono il posto di lavoro, dove al telegiornale si sente parlare quotidianamente di cattive notizie, di  incidenti, furti, violenze… come possiamo salvarci e restare immuni da quello che ci viene bombardato addosso senza sentirci impotenti davanti a tutto ciò?

Come possiamo liberarci da questo senso di oppressione che ci sembra di dover necessariamente subire?

Sarà capitato anche a te di vivere dei periodi dove tutto ciò che ti circondava non andava per il verso giusto e che l’unica cosa che vedevi era il tuo senso di inadeguatezza di fronte all’impotenza di fare qualcosa di diverso.

Se questa è la condizione che stai vivendo, voglio darti la buona notizia che se tu vuoi puoi uscirne.

Si, hai capito bene, se tu vuoi puoi uscirne. Non dipende da cosa fanno gli altri ma da cosa vuoi fare tu. Puoi decidere se continuare a stare nel tuo gruppo dei pari e lamentarti con loro o puoi decidere di essere il leader che prende in mano la sua vita e diventa un modello da seguire.

Quando ci sembra che le cose non stiano andando per il meglio è utile intervenire su due potenti aree: l’autostima e la fiducia in se stessi.

Spesso confondiamo queste due parole credendo che una equivalga all’altra ma non è così. Sono due concetti diversi anche se correlati.

L’autostima ha a che vedere con l’essere, mentre la fiducia in noi stessi con il fare.

L’autostima quindi è un diritto di nascita, è solida, stabile e incondizionata. E’ il nostro ego che a volte la fa vacillare in base alle circostanze. Ed ecco che per metterci alla prova e ritenerci di valore useremo il lavoro, la posizione sociale, il nostro aspetto, una bella famiglia per evidenziare il nostro valore. E quando uno di questi elementi viene a mancare… crediamo di perdere anche la nostra autostima.

Ma non è così. L’autostima è sempre radicata in noi e possiamo svilupparla, potenziarla. Per farlo è necessario separare ciò che siamo come persona dai comportamenti e i risultati che otteniamo. Avere un comportamento sbagliato o non raggiungere un obiettivo non significa che noi siamo sbagliati. Mentre spesso siamo tentati ad identificarci proprio in base a ciò che facciamo o raggiungiamo e questo può farci soffrire.

Appurato questo vediamo come possiamo allenare la nostra autostima per svilupparla e potenziarla.

1) Siamo consapevoli che l’autostima può essere allenata.
L’autostima, come tutte le cose si rafforza con la pratica. Possiamo iniziare a svilupparla decidendo di agire come se avessimo già tutta l’autostima che ci serve. La mancanza di autostima blocca l’azione. Se non abbiamo stima di noi stessi restiamo bloccati senza agire e di conseguenza non otterremo mai il successo. Come una catena, l’azione provoca il successo che aumenta l’autostima. La mancanza di successo impedisce l’azione e ti fa dire che non hai stima in te stesso.
Rompi il circolo vizioso. Se pensi di non avere autostima agisci come se fossi sicuro di non fallire. Solo per il fatto di aver agito, e quindi rotto la catena rafforzerà in te un senso di sicurezza.

2) Il nostro standard di riferimento non sono gli altri ma siamo noi stessi quando siamo al nostro meglio.
Avere come punto di riferimento qualcuno può essere stimolante ma non dovrà mai essere la persona con la quale fare un confronto.
L’unico confronto che possiamo sempre fare è solo con noi stessi. Come siamo oggi? Da
dove partiamo? Dove vogliamo arrivare? Come vogliamo essere?
Ecco questo è l’unico controllo che ci è permesso: sto migliorando in base a come sono partito? Ho fatto dei progressi? Come posso fare meglio?

3) Se l’abbiamo fatto una volta possiamo farlo ancora.
Hai presente quella sensazione in cui sai che tutto si può fare? Che niente e nessuno potrà fermarti? Sono sicura che almeno una volta nella vita anche tu ti sei sentito invincibile, sicuro del tuo successo e con questa convinzione hai affrontato da vincitore la sfida che ti si prospettava. Il successo o l’insuccesso dipende da te, se credi di farcela o meno.
Ecco, se ci sei riuscito almeno una volta puoi farcela ancora! Quando devi affrontare qualcosa e sei preso dallo sconforto, rivivi mentalmente quel momento quando eri nel pieno delle tue potenzialità, assapora la sensazione di esserci riuscito e con questa visione in testa la conseguenza naturale delle tue azioni sarà improntata necessariamente al successo.

4) Sei solo tu il giudice di te stesso.
Un detto dice: “meglio fatto che perfetto”. Spesso facciamo dipendere la nostra autostima più da quello che pensiamo che la genti pensi di noi più che dal vero giudizio che gli altri hanno su di noi. Quando siamo liberi dall’ansia di essere sempre perfetti  e dalla paura di sbagliare sprigioneremo autostima e sicurezza in noi stessi. E questo possiamo farlo solo quando abbandoneremo il bisogno di avere sempre l’approvazione altrui. Se siamo condizionati del giudizio degli altri ogni piccolo errore farà abbassare la nostra autostima e la nostra voglia di metterci in gioco. Se invece abbiamo noi il controllo, anche senza l’approvazione degli altri, potremmo andare avanti nonostante qualche caduta perché la soddisfazione di agire e di riprovare indipendentemente dai primi risultati sarà sempre più forte.

5) Dai agli altri più di quello che loro si aspettano.
Aiutare gli altri aumenta il rispetto di se stessi. Più dai agli altri e più riceverai indietro. Più rispetti te stesso più starai bene con gli altri e più gli altri staranno bene con te e ti rispetteranno. Fai sentire importanti gli altri, alimenta la loro autostima e alimentari la tua. Fai tu per primo quello che vorresti gli altri facessero e gli altri ti seguiranno.

Per il momento credo che ci sia abbastanza carne al fuoco su cui lavorare, nel prossimo post parleremo della fiducia in noi stessi e come poterla aumentare.

Nel frattempo lascia un commento e condividi le tue riflessioni.

Alla prossima

Renata

domenica 27 ottobre 2013

COME TI PARLI DAVANTI ALLO SPECCHIO?

Come abbiamo già accennato nei post precedenti il modo in cui ti parli o ti poni le domande, influenza i tuoi stati d’animo e i tuoi comportamenti. Sono sicura che hai già sperimentato un miglioramento  modificando semplicemente quelle semplici parole.

Molte donne, ma anche molti uomini, hanno un rapporto conflittuale davanti allo specchio.

Alcune, come nella fiaba di Biancaneve, vivono lo specchio come un termine di paragone: “Specchio, specchio delle mie brame… chi è la più bella del reame?” sempre in competizione con il mondo esterno e in attesa di continui apprezzamenti e conferme.  Altre, invece,  quasi lo evitano per non vedere riflessa un’immagine che non approvano.

Lo specchio è stato da sempre origine di malumore ma in realtà non è lo specchio il problema ma ciò che noi ci diciamo quando vediamo la nostra immagine riflessa.

E tu, come ti parli davanti allo specchio?

Parli a te stessa con amore, gratitudine, gentilezza o con rabbia, frustrazione e cattiveria?
All’origine del nostro dialogo ci sono degli occhiali che filtrano la realtà in base alle nostre convinzioni.

Spesso ci paragoniamo alle altre perché loro sono più magre, hanno capelli lunghi, più belli, hanno una pelle radiosa, non hanno un naso pronunciato, sono alte e ovviamente sono più belle di noi….


La fiaba di Biancaneve ci aiuta a riflettere sull’importante problema che tocca ciascuna di noi. Grimilde, la strega cattiva, dichiara, (non apertamente) che sente di aver valore e sarà riconosciuta solo se tutti la riconosceranno come la più bella del reame e quando lo specchio le risponde che è bella ma non abbastanza,  si scatena in lei tutta la rabbia e la cattiveria possibile.



Questo è chiaramente un problema di autostima. Nonostante la sua bellezza ha comunque bisogno dell’approvazione altrui per sentirsi felice.

Senti che in qualche modo questo capita anche a te?

Il continuare a cercare il parere altrui, il non sentirsi apprezzati e il continuare ad autoalimentare un “disprezzo” nei nostri confronti con un dialogo distruttivo non può che portare ad un senso di insoddisfazione e frustrazione creando un circolo vizioso da cui è difficile uscire.

Prova ad immaginare come sarebbe se da oggi iniziassi a parlarti con più grazia, ad accettare quelli che tu reputi i tuoi piccoli difetti e iniziare veramente ad apprezzare e valorizzare tutti i tuoi pregi, quelle qualità che ti rendono unica.

Come sai, desiderare di essere qualcun’altra non porta da nessuna parte.

Tu sei te stessa e l’unica cosa che puoi fare è riappropriarti del tuo dialogo interiore e aumentare la tua autostima.

Forse non ci hai mai pensato ma tu sei quella che ti dici di essere ogni giorno!

Inizia a prendere consapevolezza dei discorsi che fai tra te e te o a come ti descrivi quando parli con le altre persone. Ti dici che ti apprezzi, ti stimi e che ti vuoi bene o stai sempre a criticarti e ad evidenziare ogni tuo difetto  giudicandoti  negativamente?

Inizia a notare, quando parli tra te e te  quali sono le emozioni che scateno le tue parole.

Ti senti felice, soddisfatta, energica, pronta a tutto o diventi triste, insoddisfatta, priva di energia e se potessi ti nasconderesti ovunque?

Vuoi  finalmente volerti bene e apprezzarti come la persona magnifica che sei?

La PNL (programmazione neuro linguistica) ci insegna che cambiando il nostro vocabolario e quindi le parole che utilizziamo per descriverci abbiamo il potere di cambiare i nostri stati d’animo e con uno stato d’animo positivo non abbiamo bisogno di nessun intervento esterno per farci sentire bene con noi stesse.

Vediamo insieme alcuni spunti per migliorare il rapporto con il tuo corpo e piacerti:

Innanzi tutto basta critiche e basta confronti con le altre (sono due azioni improduttive! Non cambi la situazione criticandoti o volendo essere qualcuna che non sarai mai).

Focalizzati e valorizza ciò che ti piace del tuo corpo (ed elimina l’eventuale pensiero che non c’è nulla che ti piace di te!) .

Concentrati sui tuoi pregi e non sui tuoi difetti.

Ogni mattina fatti un complimento allo specchio e perché no, anche durante la giornata!

Amati per ciò che sei ora e non aspettare di volerti bene solo quando avrai raggiunto un obiettivo (magari quello di essere più magra). Sii felice di te e con te adesso!

Ricorda che la vera bellezza non è semplicemente rispettare dei canoni estetici, è uno stato interiore, un atteggiamento mentale.

Apprezza ogni giorno tutto ciò che il tuo corpo è in grado di fare.

Ascolta i tuoi bisogni e fai le cose che ti rendono felice. Ascolta i messaggi che il tuo corpo ti invia e rispettalo.

Prenditi cura del tuo corpo, non lasciarlo andare e lui ti ricompenserà. Dedica il giusto tempo all’alimentazione, fai esercizio fisico, concediti momenti di relax.

Sentiti bella in ogni momento della giornata. Con questa sensazione tutto intorno a te sembrerà più bello e i cambiamenti accadranno naturalmente e senza sforzo.

Pensa, senti e agisci come se il cambiamento fosse già avvenuto. Sentiti  già come vuoi essere!

E il mio augurio più grande è che ogni volta che ti guardi allo specchio tu ti faccia un bel sorriso!

Sentiti libera di commentare questo articolo, la tua opinione è molto importate e di aiuto per chi la legge.


Renata

venerdì 11 ottobre 2013

DOMANDE DI QUALITA’ PRODUCONO UNA VITA DI QUALITA’

Per chi è 'del settore' questa è una affermazione scontata. Mi sono resa conto però, che la maggior parte delle persone non si pone domande di qualità che mirano ad una soluzione ma si focalizzano costantemente sul “perché proprio a me?”. Domanda che, oltre a non essere potenziante, blocca il soggetto sul problema.

Secondo te, quali sono le possibili risposte alla domanda: “perché proprio a me?” o “perché sono cosi sfortunato?” o ancora “perché capitano tutte a me?”

Alcune potrebbero essere:

-          Perché non me lo merito.
-          Perché non sono bravo.
-          Perché sono sfortunato.
-          Perché a me non ne va mai dritta una…
-          Perché sono fatto cosi…

Le domande hanno il grande potere di dirigere il nostro focus, la nostra attenzione.

Quello sul quale poniamo la nostra attenzione diventa la nostra realtà.

Possiamo cambiare il nostro stato d’animo, e quindi migliorare la nostra vita, semplicemente imparando a farci le domande giuste.

Quando ci poniamo delle domande depotenzianti il nostro cervello  troverà delle risposte depotenzianti (come abbiamo visto prima), conferme a ciò che in quel momento stiamo pensando di noi, ma che non corrispondono necessariamente alla realtà e che, soprattutto, ci lasciano immobili a crogiolarci nel nostro vittimismo.  Al contrario, invece, se ci poniamo domande potenzianti otterremo risposte potenzianti che creeranno uno stato d’animo produttivo e che ci faranno sentire bene. In più ci daranno lo slancio per cambiare la situazione.

Nel coaching lo strumento delle domande è fondamentale per aiutare la persona ad attingere alle proprie risorse.

Il Coach non da mai le proprie risposte ma aiuta la persona a trovare le migliori per sé e lo fa utilizzando domande di qualità.

Ti faccio un elenco di alcune domande che puoi utilizzare anche da solo quando ti senti bloccato in una situazione e, soprattutto, da sostituire quando senti la tua voce (anche quella interiore) pronunciare una domanda che inizia con “perché….”:


-         Come posso migliorare la situazione?
-          Cosa posso imparare da questa difficoltà?
-          Come posso dare il meglio in questa circostanza?
-          Cosa c’è di buono in tutto questo?
-          Come posso migliorare me stesso?


-          Quali risorse ho a disposizione per raggiungere ciò che desidero?
-          Come posso comunicare meglio con questa persona?
-          Come posso rapportarmi diversamente con questa persona?
-          Cosa farò di diverso nel futuro per riuscire a fare meglio?
-          Se un amico mi chiedesse un consiglio su questo suo problema, cosa gli direi?

Come avrai notato queste domande hanno tutte un obiettivo specifico: orientarti verso la soluzione e non bloccarti sul problema!

Utilizzarle continuamente ti permetterà di migliorare la qualità della tua vita e in modo semplice inizierai a superare gli ostacoli, ad ottenere più risultati e a vivere meglio.

Inoltre, una volta risolta la tua situazione chiediti: “cosa ho imparato di importante?”. Ogni volta che, in qualche modo, riusciamo ad uscire da un nostro “blocco” è una nuova ‘esperienza appresa’ che possiamo riutilizzare in futuro. 

Inizia oggi stesso a cambiare il dialogo con te stesso e poi fammi sapere com’è andata.


Renata