domenica 27 ottobre 2013

COME TI PARLI DAVANTI ALLO SPECCHIO?

Come abbiamo già accennato nei post precedenti il modo in cui ti parli o ti poni le domande, influenza i tuoi stati d’animo e i tuoi comportamenti. Sono sicura che hai già sperimentato un miglioramento  modificando semplicemente quelle semplici parole.

Molte donne, ma anche molti uomini, hanno un rapporto conflittuale davanti allo specchio.

Alcune, come nella fiaba di Biancaneve, vivono lo specchio come un termine di paragone: “Specchio, specchio delle mie brame… chi è la più bella del reame?” sempre in competizione con il mondo esterno e in attesa di continui apprezzamenti e conferme.  Altre, invece,  quasi lo evitano per non vedere riflessa un’immagine che non approvano.

Lo specchio è stato da sempre origine di malumore ma in realtà non è lo specchio il problema ma ciò che noi ci diciamo quando vediamo la nostra immagine riflessa.

E tu, come ti parli davanti allo specchio?

Parli a te stessa con amore, gratitudine, gentilezza o con rabbia, frustrazione e cattiveria?
All’origine del nostro dialogo ci sono degli occhiali che filtrano la realtà in base alle nostre convinzioni.

Spesso ci paragoniamo alle altre perché loro sono più magre, hanno capelli lunghi, più belli, hanno una pelle radiosa, non hanno un naso pronunciato, sono alte e ovviamente sono più belle di noi….


La fiaba di Biancaneve ci aiuta a riflettere sull’importante problema che tocca ciascuna di noi. Grimilde, la strega cattiva, dichiara, (non apertamente) che sente di aver valore e sarà riconosciuta solo se tutti la riconosceranno come la più bella del reame e quando lo specchio le risponde che è bella ma non abbastanza,  si scatena in lei tutta la rabbia e la cattiveria possibile.



Questo è chiaramente un problema di autostima. Nonostante la sua bellezza ha comunque bisogno dell’approvazione altrui per sentirsi felice.

Senti che in qualche modo questo capita anche a te?

Il continuare a cercare il parere altrui, il non sentirsi apprezzati e il continuare ad autoalimentare un “disprezzo” nei nostri confronti con un dialogo distruttivo non può che portare ad un senso di insoddisfazione e frustrazione creando un circolo vizioso da cui è difficile uscire.

Prova ad immaginare come sarebbe se da oggi iniziassi a parlarti con più grazia, ad accettare quelli che tu reputi i tuoi piccoli difetti e iniziare veramente ad apprezzare e valorizzare tutti i tuoi pregi, quelle qualità che ti rendono unica.

Come sai, desiderare di essere qualcun’altra non porta da nessuna parte.

Tu sei te stessa e l’unica cosa che puoi fare è riappropriarti del tuo dialogo interiore e aumentare la tua autostima.

Forse non ci hai mai pensato ma tu sei quella che ti dici di essere ogni giorno!

Inizia a prendere consapevolezza dei discorsi che fai tra te e te o a come ti descrivi quando parli con le altre persone. Ti dici che ti apprezzi, ti stimi e che ti vuoi bene o stai sempre a criticarti e ad evidenziare ogni tuo difetto  giudicandoti  negativamente?

Inizia a notare, quando parli tra te e te  quali sono le emozioni che scateno le tue parole.

Ti senti felice, soddisfatta, energica, pronta a tutto o diventi triste, insoddisfatta, priva di energia e se potessi ti nasconderesti ovunque?

Vuoi  finalmente volerti bene e apprezzarti come la persona magnifica che sei?

La PNL (programmazione neuro linguistica) ci insegna che cambiando il nostro vocabolario e quindi le parole che utilizziamo per descriverci abbiamo il potere di cambiare i nostri stati d’animo e con uno stato d’animo positivo non abbiamo bisogno di nessun intervento esterno per farci sentire bene con noi stesse.

Vediamo insieme alcuni spunti per migliorare il rapporto con il tuo corpo e piacerti:

Innanzi tutto basta critiche e basta confronti con le altre (sono due azioni improduttive! Non cambi la situazione criticandoti o volendo essere qualcuna che non sarai mai).

Focalizzati e valorizza ciò che ti piace del tuo corpo (ed elimina l’eventuale pensiero che non c’è nulla che ti piace di te!) .

Concentrati sui tuoi pregi e non sui tuoi difetti.

Ogni mattina fatti un complimento allo specchio e perché no, anche durante la giornata!

Amati per ciò che sei ora e non aspettare di volerti bene solo quando avrai raggiunto un obiettivo (magari quello di essere più magra). Sii felice di te e con te adesso!

Ricorda che la vera bellezza non è semplicemente rispettare dei canoni estetici, è uno stato interiore, un atteggiamento mentale.

Apprezza ogni giorno tutto ciò che il tuo corpo è in grado di fare.

Ascolta i tuoi bisogni e fai le cose che ti rendono felice. Ascolta i messaggi che il tuo corpo ti invia e rispettalo.

Prenditi cura del tuo corpo, non lasciarlo andare e lui ti ricompenserà. Dedica il giusto tempo all’alimentazione, fai esercizio fisico, concediti momenti di relax.

Sentiti bella in ogni momento della giornata. Con questa sensazione tutto intorno a te sembrerà più bello e i cambiamenti accadranno naturalmente e senza sforzo.

Pensa, senti e agisci come se il cambiamento fosse già avvenuto. Sentiti  già come vuoi essere!

E il mio augurio più grande è che ogni volta che ti guardi allo specchio tu ti faccia un bel sorriso!

Sentiti libera di commentare questo articolo, la tua opinione è molto importate e di aiuto per chi la legge.


Renata

venerdì 11 ottobre 2013

DOMANDE DI QUALITA’ PRODUCONO UNA VITA DI QUALITA’

Per chi è 'del settore' questa è una affermazione scontata. Mi sono resa conto però, che la maggior parte delle persone non si pone domande di qualità che mirano ad una soluzione ma si focalizzano costantemente sul “perché proprio a me?”. Domanda che, oltre a non essere potenziante, blocca il soggetto sul problema.

Secondo te, quali sono le possibili risposte alla domanda: “perché proprio a me?” o “perché sono cosi sfortunato?” o ancora “perché capitano tutte a me?”

Alcune potrebbero essere:

-          Perché non me lo merito.
-          Perché non sono bravo.
-          Perché sono sfortunato.
-          Perché a me non ne va mai dritta una…
-          Perché sono fatto cosi…

Le domande hanno il grande potere di dirigere il nostro focus, la nostra attenzione.

Quello sul quale poniamo la nostra attenzione diventa la nostra realtà.

Possiamo cambiare il nostro stato d’animo, e quindi migliorare la nostra vita, semplicemente imparando a farci le domande giuste.

Quando ci poniamo delle domande depotenzianti il nostro cervello  troverà delle risposte depotenzianti (come abbiamo visto prima), conferme a ciò che in quel momento stiamo pensando di noi, ma che non corrispondono necessariamente alla realtà e che, soprattutto, ci lasciano immobili a crogiolarci nel nostro vittimismo.  Al contrario, invece, se ci poniamo domande potenzianti otterremo risposte potenzianti che creeranno uno stato d’animo produttivo e che ci faranno sentire bene. In più ci daranno lo slancio per cambiare la situazione.

Nel coaching lo strumento delle domande è fondamentale per aiutare la persona ad attingere alle proprie risorse.

Il Coach non da mai le proprie risposte ma aiuta la persona a trovare le migliori per sé e lo fa utilizzando domande di qualità.

Ti faccio un elenco di alcune domande che puoi utilizzare anche da solo quando ti senti bloccato in una situazione e, soprattutto, da sostituire quando senti la tua voce (anche quella interiore) pronunciare una domanda che inizia con “perché….”:


-         Come posso migliorare la situazione?
-          Cosa posso imparare da questa difficoltà?
-          Come posso dare il meglio in questa circostanza?
-          Cosa c’è di buono in tutto questo?
-          Come posso migliorare me stesso?


-          Quali risorse ho a disposizione per raggiungere ciò che desidero?
-          Come posso comunicare meglio con questa persona?
-          Come posso rapportarmi diversamente con questa persona?
-          Cosa farò di diverso nel futuro per riuscire a fare meglio?
-          Se un amico mi chiedesse un consiglio su questo suo problema, cosa gli direi?

Come avrai notato queste domande hanno tutte un obiettivo specifico: orientarti verso la soluzione e non bloccarti sul problema!

Utilizzarle continuamente ti permetterà di migliorare la qualità della tua vita e in modo semplice inizierai a superare gli ostacoli, ad ottenere più risultati e a vivere meglio.

Inoltre, una volta risolta la tua situazione chiediti: “cosa ho imparato di importante?”. Ogni volta che, in qualche modo, riusciamo ad uscire da un nostro “blocco” è una nuova ‘esperienza appresa’ che possiamo riutilizzare in futuro. 

Inizia oggi stesso a cambiare il dialogo con te stesso e poi fammi sapere com’è andata.


Renata